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Relazione

Quattro fascicoli in formato oblungo: parti di violino, viola, chitarra e violoncello contenenti 12 pagine – 48 pagg. totali.

Il quartetto fu composto verosimilmente tra il 1817 e il 1818 ed è dedicato al marchese Filippo Carrega, nobile genovese, dilettante di violino.

Del quartetto parla Paganini stesso nell’epistolario informando di aver già compilato il testo nel 1818. A Luigi Guglielmo Germi, suo avvocato di fiducia e amico-consigliere, il 14 marzo 1818 scrive infatti: «Ieri ho composto un quartetto tutto obbligato al violino, sullo stile di quello di Carrega. Vi è un Minuetto molto stravagante e un trio toccante.»

Poiché non si conoscono altri quartetti dedicati al Carrega, quello citato nel passo è con buona verosimiglianza identificabile col quartetto ottavo. La correttezza di tale corrispondenza è confermata dalle caratteristiche stilistiche del lavoro, effettivamente tutto obbligato per il violino e con un Minuetto singolare per morfologia.

La composizione è destinata, al pari degli altri 14 quartetti, a un’esecuzione domestica, tra amici, affidata ad amateurs. Il violino è protagonista quasi assoluto e dunque la composizione si afferma come melodia accompagnata, realizzata con un’accuratezza che conferisce flessibilità adatta ad assecondare e sottolineare le inflessioni dello strumento solista.

I movimenti sono: Allegro, Minuetto- Andantino-Trio, Cantabile molto adagio, Rondò-Allegretto-Trio in la maggiore.

Il primo tempo è il più importante per complessità di elaborazione e varietà di idee. È modellato secondo strutture classiche e presenta caratteristiche morfologiche simili a tutti i quartetti: un’esposizione dei due principali gruppi tematici nelle tonalità regolamentari, uno sviluppo modulante, una ripresa del solo secondo tema. Idee appartenenti al primo gruppo tematico sono riprese insistentemente sia come codette sia durante lo sviluppo. Quest’ultimo, accanto a idee già note, rielaborate semplicemente, presenta nuovi motivi e assume le sembianze di un divertimento strumentale con figurazioni solistiche che vagano attraverso varie tonalità. Importante vi è l’invenzione melodica e lo sfruttamento delle agilità dell’esecutore. Il movimento risulta così composto dalla vivace contrapposizione di episodi cantabili e passaggi brillanti. Il Minuetto con trio richiede la doppia ripresa del Minuetto e ne abbrevia l’ultima ripetizione. L’Adagio è cantabile, di carattere belcantistico per la melodiosità della linea solistica e per la disseminazione di fioriture e abbellimenti. Ha struttura ternaria e il finale, brioso e ritmicamente marcato, è un rondò articolato in diversi episodi, ben diversificati tra loro.

Il quartetto è tramandato in parti staccate manoscritte sia autografe che non. Le copie constano solo di tre fascicoli (violino, viola, chitarra) e mancano della parte di violoncello.